Abbazia di Nonantola - Museo Benedettino e Diocesano d'Arte Sacra Tel. 059.549025 - info@abbazianonantola.it

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Abbazia di Nonantola, COMPOSIZIONE ABBAZIALE

Un viaggio affascinante, composto grazie al nostro ricco archivio fotografico e alle parole di Jacopo Ferrari, curatore del Museo Benedettino e Diocesano.

 

ELEMENTO UNO | SULL'ABBAZIA DI NONANTOLA

 

Abbazia Nonantola Composizione abbaziale panoramica

 

La Basilica abbaziale di Nonantola (MO) è un gioiello di architettura romanica emiliana. La storia di questo monumento comincia nel 752, anno di fondazione del cenobio benedettino ad opera di Sant’Anselmo, cognato del Re longobardo Astolfo. Dopo 4 anni, il nascente Monastero ebbe in dono le reliquie di San Silvestro I Papa. Da allora, la chiesa è sempre stata dedicata a questo Pontefice.
I monaci benedettini, che crebbero via via in numero fino ad arrivare a 850 unità nel IX secolo, diedero vita ad un luogo di spiritualità e cultura. L’Archivio abbaziale conserva ancora oggi più di 4500 pergamene datate dall’VIII secolo in poi che ci permettono di ricostruirne la storia.

Luogo di incontro tra popoli e regnanti di ogni epoca, nell’Abbazia soggiornarono Lotario, Carlo il Grosso, Papa Marino e poi, Papa Gregorio VII e Matilde di Canossa.
Importante fu anche il legame dell’Abbazia col territorio circostante con la bonifica e la istituzione della “Partecipanza agraria” nel 1058, ancora in vigore.

La Basilica abbaziale è oggi Concattedrale dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola.

 

ELEMENTO DUE | LA FACCIATA

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La facciata attuale è il risultato dei restauri effettuati a inizio Novecento, voluti dall’arcivescovo Natale Bruni e diretti dal canonico Ferdinando Manzini. Edificata nell’XI secolo, la facciata – e più in generale tutta la basilica – venne alterata alla fine del XVII secolo, durante l’abbaziato del cardinale Albani, assumendo un aspetto barocco. Osservando il colore delle pietre delle sue pietre, si riconoscono alcune tracce della chiesa barocca che, con i restauri novecenteschi, furono eliminate per riportare la basilica all’architettura romanica, specialmente le due porte che davano accesso alle navate laterali e le finestre circolari che sostituirono la bifora. La facciata, che oggi si presenta a salienti, in età barocca era “a capanna”.

 

ELEMENTO TRE | IL PROTIRO

 

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Il protiro sporgente incornicia il portale scolpito, con la lunetta e le formelle degli stipiti. Poggia su due leoni stilofori, per mezzo di due appoggi, uno di forma circolare e l’altro di forma quadrata: questi simboleggiano le due nature di Cristo, rispettivamente quella divina e quella umana. Il leone accovacciato è il Signore Risorto e la preda tra le sue zampe è la morte, che da lui è stata vinta. Inoltre il leone-Cristo è raffigurato come sostegno delle colonne: è il risorto che sostiene la sua Chiesa e l’intera vita dei credenti nello scorrere del tempo.

 

ELEMENTO QUATTRO | IL PROTIRO - LA LUNETTA

 

lunetta nonantola

 

La lunetta, attribuita con certezza a Wiligelmo, ci mostra Dio in trono, in atto benedicente, affiancato da due angeli e circondato dalle tradizionali raffigurazioni iconografiche dei quattro evangelisti (leone Marco, angelo Matteo, aquila Giovanni, bue Luca). Sotto alla lunetta, troviamo l’architrave: una spaccatura al centro è accompagnata da un’iscrizione latina: “Le alte volte del tempio crollarono nel millecentodiciassettesimo anno dalla nascita del Redentore e quattro anni dopo si cominciò a ricostruirle”.Si fa riferimento ad un violento terremoto che nel 1117 sconvolse la Pianura Padana.

 

ELEMENTO CINQUE | IL DETTAGLIO DELLE FORMELLE FRONTALI

 

Abbazia Nonantola Composizione abbaziale Formella

 

Le formelle degli stipiti ci mostrano alcuni episodi scolpiti su pietra. Sulla sinistra trova spazio il racconto della fondazione e dei primi secoli della vita del monastero, in particolare il culto dei santi venerati in basilica, mentre sulla destra si identificano gli episodi della natività e dell’infanzia di Cristo. Si può individuare un cammino parallelo tra i due stipiti. Gli episodi della storia delle origini dell’abbazia sono un esempio di quella salvezza celebrata nello stipite destro con il ciclo della nascita di Gesù.

 

ELEMENTO SEI | L'INTERNO

 

Abbazia Nonantola Composizione abbaziale interno

 

Varcato il portale, l’occhio rimane colpito dall’interno: una chiesa tutta di mattoni, maestosa e di grande semplicità. La basilica presenta la tipica struttura romanica a tre navate. Ben visibili sono i due livelli della struttura: il presbiterio, a cui si accede dalla scalinata centrale o dalle due laterali, e la cripta, posta sotto di esso. I possenti pilastri che dividono la navata centrale dalle laterali conducono lo sguardo verso il fondo della basilica e sembrano fiancheggiare il cammino verso l’altare maggiore, che rappresenta Cristo stesso, sul quale viene celebrato il sacramento dell’Eucarestia.

 
ELEMENTO SETTE | IL PRESBITERIO

 

Abbazia Nonantola Composizione abbaziale presbiterio

 

E’ la zona originariamente dedicata ad ospitare i celebranti. Degni di nota sono l’altare, la cattedra dell’abate e il grande crocifisso nell’arco trionfale: il Cristo ha gli occhi aperti, segno della sua vittoria sulla morte, ed è vestito con la dalmatica porpora ed oro, la veste liturgica propria del diacono, segno di Cristo servo: «Il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mc 10,45). Nella navata di destra, sull’altare, è collocato il tabernacolo.

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